venerdì 23 febbraio 2018

Votare. Ancora qualche dubbio.

Sono molti anni che non voto più con entusiasmo e parecchi che non voto più con convinzione.
Io sono un tenace proporzionalista, penso che la rappresentanza non possa essere sacrificata alla governabilità, anche se si possono studiare dei meccanismi che favoriscono la governabilità senza penalizzare (troppo) la rappresentanza.
Penso anche che nessuno meccanismo elettorale possa "sciogliere" i problemi politici: come mostra ad esempio la situazione tedesca.
Che il partito di Veltroni o di Renzi abbia cercato di fare il vuoto alla sua sinistra (anche per le elezioni europee in cui - in modo assurdo - Veltroni ha imposto una soglia di sbarramento) è una delle ragioni per cui non lo voterò mai. Anche se so che ancora c'è moltissima gente per bene, con cui condivido molto, che lo vota. Spero di ritrovarmi con loro.
A proposito non sono da molto tempo troppo interessato alle etichette "destra-sinistra": mettiamola così "chi sta con gli oppressi - chi sta con gli oppressori", ma ci sono molte sfumature e molte dimensioni.

Ma veniamo a noi. Per chi votare?
Mi è capitato che il mio voto non contribuisse ad eleggere deputati (sin dal mio primissimo voto per Il Manifesto nel 1972): succede.
Ma in ogni caso avevo sperato che servisse.
Decidere di dare un voto che sicuramente non serve ad eleggere nessuno non mi convince; anche se mi accontento di un'esigua speranza.

Io di mio, di primo acchito per così dire, voterei Potere al popolo
Se riuscissero a mandare in Parlamento un manipolo di una ventina di deputati /senatori non cambierebbe il mondo, ma sarebbe un bel segnale e questi parlamentari - per quel poco che si può - sarebbero utili a tutti. Del resto loro non pensano che votando si cambia il mondo.
Siccome poi non è che andranno al governo del loro programma, a volte ingenuo e semplicistico, non mi curo moltissimo; sarebbero un manipolo di tosti oppositori e tanto mi basta.
Ma il se è un grande se. In questo momento la speranza è esigua.

Ma prima di continuare dico per chi sicuramente non voto e perché.
Per nessuno dei partiti della destra, per ragioni sin troppo ovvie: il fatto che oltre un terzo degli italiani non lo trovino ovvio mi costringe a interrogarmi, ma non mette in dubbio le ragioni del mio no.

Sicuramente non voterò per chi ha governato nell'ultima legislatura (seppur non ci fosse la ragione esposta all'inizio); anche solo guardando quel che hanno fatto contro l'Università e la Scuola per restare nel mio specifico (e per tacere di tanto altro) non potrei neppure prendere in considerazione l'ipotesi di votarli.
Né il partito principale di quella coalizione, in cui pure sono candidate alcune persone per bene e più che per bene che spero l'esito di questo voto liberi dalla gabbia in cui si sono rinchiusi, né la lista europeista che lo supporta che ha dei pregi, ma che - in quasi tutto il mondo - sarebbe una lista della destra (diciamo della destra libertaria).

E qui mi viene un problema: potrei votare per Liberi e Uguali, un lista di centrosinistra che manderà in Parlamento una quarantina di persone, di cui una ventina ragionevolmente radicali e per bene. Ma posso io dimenticare che molti di loro hanno votato sino a poco tempo fa con il governo i peggiori provvedimenti, molti di loro hanno votato per il fiscal compact in Costituzione, alcuni di loro (guidati da uno dei loro veri capi) hanno portato l'Italia in guerra in violazione dall'art. 11 della Costituzione? Forse posso farlo, ma mi costa. Mi costerebbe.

Non credo che voterò per 5 Stelle, anche se al Senato l'altra volta li ho votati (era l'unico voto utile per diminuire la rappresentanza della coalizione berlusconiana): mi va bene che abbiano un buon risultato, ma preferisco eleggere qualcuno che ha posizioni politiche che condivido nel loro insieme; cosa che non è con le posizioni di questo movimento. Anche se, a dire il vero, qui in Sardegna in particolare, il voto per Cinque Stelle sarebbe un vero voto utile a sfavore della destra (la legge elettorale non l'ho fatta io!). Tuttavia l'idea del loro candidato a Presidente del Consiglio di istituire un Ministero della Meritocrazia, se confermata, mi impedisce persino di pensare di voltarli

In Sardegna c'è un'opzione ulteriore, per molti aspetti affascinante: quella della lista indipendentista  (diciamo così) Progetto Autoderminatzione.
In questi miei ormai lunghi anni di residenza in Sardegna, anche se non sono diventato sardo, mi sono convinto che questa terra ha bisogno di autogoverno; non sono sicurissimo che lo meriti, ma sì che ne ha bisogno.
Se guardiamo solo allo stato di accessibilità e mobilità nella nostra terra questa affermazione è dimostrata. E non finisce qua.
Gli è però che io non sono nazionalista: e non solo perché con i nazionalismi si sa dove si comincia e non si sa dove si va a finire. E non solo perché sono internazionalista. E anche perché come "non mi sento italiano" (con Gaber) non vedo perché dovrei sentirmi sardo (e poi sono troppo vecchio per imparare Sa Limba).
Anche nel caso della Catalogna, ad esempio, io sarei per una Repubblica federale dei popoli della Spagna (o delle nazioni della Spagna) di cui la Catalogna sia uno dei componenti (1).
Vero è che l'Europa, che a me - come sogno - piacerebbe potesse diventare una Repubblica federale, potrebbe favorire processi di scomposizione e ricomposizione, ma non riesco a vedermi come nazionalista in nessun caso.
Ma un bel successo di Autodeterminatzione sarebbe utile, anche in vista delle prossime regionali. In quelle elezioni probabilmente questa lista, se avesse un buon risultato alle politiche, potrebbe essere l'opzione migliore e persino l'opzione vincente (anche se, nel caso si profilasse questa eventualità, cercheranno di cambiare la legge elettorale).
Il loro leader dice di non preoccuparci per il voto utile; figurarsi se non lo capisco, ma un pochino sì mi preoccupo, mi spiace.
Se non capisco male, a meno di non vincere in un collegio uninominale, possibilità di eletti alla Camera non ce ne sono. Al Senato, oltre  a questa opzione vi è quella del 20% a livello regionale; un obiettivo molto ambizioso, troppo ambizioso, temo. Ma forse un'esigua speranza c'è.

Alla fin fine mi verrebbe di votare Spes contra spem e di fare una scommessa folle: Potere al popolo o Autodeterminatzione, magari un voto all'uno e un voto all'altro. Sperando in un improbabile 3% e in un improbabile 20%. O almeno in qualcosa che si avvicini a queste percentuali.
Ma ci voglio pensare e forse mi rassegnerò a due voti per Liberi e Uguali.
Ma ci voglio pensare davvero.

Amiche e amici delle varie opzioni che ho considerato possono aiutarmi a decidere?
Con un dibattito pacato, se possibile. Grazie.


(1) Catalans! Les forces monàrquiques i feixistes que d'un temps ençà pretenien trair la República, han aconseguit el seu objectiu i han assaltat el Poder. En aquesta hora solemne, en nom del Poble i del Parlament, el Govern que presideixo assumeix totes les facultats del Poder a Catalunya, proclamo l'Estat Català de la República Federal Espanyola, i en restablir i fortificar la relació amb els dirigents de la protesta general contra el feixisme, els invita a establir a Catalunya el Govern Provisional de la República, que trobarà en el nostre poble català el més generós impuls de fraternitat en el comú anhel d'edificar una República Federal lliure i magnífica. Catalans! L'hora és greu i gloriosa. L'esperit del president Macià, restaurador de la Generalitat, ens acompanya. Cadascú al seu lloc i Catalunya i la República al cor de tots. Visca Catalunya! Visca la República! Visca la llibertat!
Lluís Companys i Jover