giovedì 1 agosto 2013

24 Ottobre 2012

Oggi mi limito a riportare pari pari un'Opinione del collega e amico Fabio Bacchini apparsa sulla Voce di Alghero il 24 ottobre scorso. A quel tempo ci si diceva: "nulla è stato deciso per l'aula magna".
Non era vero.

Siamo giovani, ma siamo attualmente il secondo migliore Dipartimento di Architettura d’Italia. Siamo stati sempre al primo o al secondo posto. E questo significa che siamo attrattivi: vengono a studiare da noi anche studenti milanesi e baresi, austriaci e spagnoli, cinesi e turchi.
I nostri laureati sono accolti a lavorare negli studi di architettura più prestigiosi del mondo; e spesso i titolari vogliono congratularsi con noi dicendoci che queste ragazze e questi ragazzi hanno una marcia in più.
Eppure, non credo che sia per tutto questo che meritiamo l’assegnazione dei locali del complesso di S. Chiara.


Si tratta di spazi notevolissimi. Hanno una qualità, una posizione eccezionali. Non si sbaglia ad affermare che sono tra gli spazi più belli della città. La decisione sulla loro destinazione è una decisione di quelle importanti. Bisogna che vadano, in ultima analisi, alla città. Bisogna che diventino il cuore culturale e organizzativo di Alghero – che siano una calamita capace di attrarre nuovi progetti, dialoghi, idee, entusiasmi, rilanci, scommesse. Molte delle cose nuove e belle che toccheranno Alghero dovrebbero accadere lì, in futuro: solo così la decisione presa sarà stata giusta.

Ecco perché penso che essere il Dipartimento di Architettura non basti per meritarseli. Potremmo essere bravi, ma chiusi. Potremmo essere tanto efficienti da essere in cima alle classifiche, ma tanto concentrati sui libri e sugli esami da non riuscire a far vivere e pulsare i luoghi in cui ci troviamo.

Per nostra fortuna non è così. Anzi: magari non siamo quei fulmini di guerra che dicono le classifiche (le classifiche mentono sempre un po’), ma siamo di sicuro capaci di creare rapporti internazionali, di organizzare convegni stimolanti, di parlare col mondo; e anche di cedere la parola ad altri, ogni volta che ce la chiedono, scendendo dal palco e sedendoci in prima fila ad ascoltarli.

Da tempo abbiamo deciso che, se ci sarà affidato il complesso di S. Chiara, nessuno di noi docenti avrà il suo studio lì. Neanche il Direttore. Niente uffici con vista panoramica, niente poltrone in pelle, niente celebrazione del potere. Solo aule. Aule dove faremo lezione, dove verranno docenti da tutta Europa a fare conferenze (innamorandosi di Alghero e tornandoci altre cento volte), e dove ospiteremo le iniziative culturali promosse da chiunque.


Ogni associazione, gruppo o organizzazione (che agisca nel rispetto delle leggi e delle persone) dovrebbe poter utilizzare gratuitamente quegli spazi per una riunione, un dibattito o una giornata di discussione. Con questo patto, esplicito e forte, che dovremmo fare con tutti, credo che si debba garantire che il complesso di S. Chiara sia destinato, attraverso Architettura, all'intera città. Lo pensiamo come un luogo sempre effervescente di proposte e pensieri, tutti i giorni di tutto l’anno, grazie alla nostra voce e a tante altre voci.
Purtroppo la precedente giunta ha lasciato in eredità alla giunta attuale una delibera che assegna parte del complesso all'archivio storico del Comune. Anche su questo punto occorre essere precisi. Non abbiamo nulla contro gli archivi storici; e ci interessa che quello di Alghero sia in salute e affronti il futuro senza preoccupazioni.

Però pensiamo che un archivio storico non sia un centro nevralgico di una città. Che non inneschi un fiorire di idee come una Università. Che non accenda il motore della cultura di una città, come invece fanno mille persone fra docenti, studenti e ricercatori.
Per questo siamo convinti – almeno lo sono io – che l’archivio storico del comune di Alghero abbia diritto ad essere ospitato in uno spazio sicuro, agevole, protetto e accessibile; ma che non sia necessario che tale spazio sia uno spazio con le qualità superlative del S. Chiara. Il S. Chiara è uno spazio delle idee e del fermento, non uno spazio dei dati e della custodia.


Se anche non fosse mai esistito, ad Alghero, un Dipartimento di Architettura, destinare parte del S. Chiara all'archivio non sarebbe comunque una buona idea. Le persone coinvolte nella vita di un archivio storico non sono abbastanza numerose. La capacità di favorire la progettazione del futuro che emana da un archivio storico non è abbastanza intensa. Un archivio storico è una lodevole istituzione, ma il suo posto appropriato non è nel cuore pulsante di una città: soprattutto se ciò impedisce qualcosa di più importante. 

Se l’archivio sarà posizionato al S. Chiara, il Dipartimento di Architettura non avrà un’aula magna. L’aula magna è ciò che ci è sempre mancato: un posto dove poter radunare tutti i nostri studenti, finalmente tutti insieme, quando si consegnano le lauree o quando vengono a parlare da noi David Chipperfield, Michela Murgia o Massimo Cacciari. Ne abbiamo un disperato bisogno, e confesso che leggerei la decisione di sacrificarla a vantaggio dell’archivio storico come una insensatezza e come un’occasione perduta.


Inoltre si verrebbe a perdere il collegamento funzionale fra le aule e la grande biblioteca che vorremmo gestire insieme al comune (lo spazio al momento destinato all'archivio è proprio nel mezzo).


Inoltre, anche l’aula magna verrebbe messa dal Dipartimento a disposizione di tutti. Diventerebbe l’aula magna della città, l'aula magna di Alghero: l'aula magna di una città che, va ricordato, manca di luoghi di riunione capienti, pubblici e gratuiti, e che finalmente ne avrebbe uno all'altezza.
L’impulso a ospitare l’archivio storico nel S. Chiara non viene dalla giunta Lubrano. Però gli effetti della delibera della precedente giunta galoppano. Se il sindaco Lubrano non agisce in fretta, si tratterà di effetti irreversibili – e sarà troppo tardi per rimediare.


Siamo ancora in tempo. Il Sindaco ha la possibilità di deviare un treno in corsa, attualmente lanciato verso un obiettivo che egli stesso non gradisce (l’ha detto più volte in campagna elettorale, per fortuna). Abbiamo bisogno della nostra aula magna. Abbiamo bisogno di spazi adeguati. E abbiamo bisogno che il Sindaco devii, con rapidità e con coraggio, questo strano e dannoso treno che sta andando molto, molto veloce per la sua strada.


Fabio Bacchini è docente di Filosofia della Scienza del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero, Università di Sassari